Review in Sounds Behind the Corner (Italy)

Piccola, meravigliosa, fucina di talenti il Belgio: il confine con la Germania, la Renania dei Kraftwerk ha lasciato osmoticamente assorbire perlacee idee costruite in anni d’inventiva e di produzioni con vari esponenti fondendo la ‘disciplina’ alle macchine teutone con il modus visionario, ‘open’, d’intendere l’arte della vicina Francia, due genitori culturali invidiabili ed il Belgio in mezzo a loro ha cresciuto figli musicali invidiabili divenendo esso stesso polo attrattivo e riferimento mondiale. Come i Cruise [CTRL]: date loro la possibilità di entrare nel vostro lettore e difficilmente lo abbandoneranno; John Cultiaux e Olivier Goret, nella prima fase di carriera con il monicker Two Lone Snowmen, piazzando due EP stimolanti e presenziando in alcune compilation hanno raccolto consensi ovunque. “How’s Annie?” è la vera consacrazione, il giusto merito per il combo belga. Anche Jean-Luc De Meyer (leader e front-man dei Front 242) ha colto il segnale qualitativo della musica Cruise [CTRL] partecipando attivamente a due brani nel debutto ufficiale, il full-lenght “I Heard It!”, una presenza non solo importante, quasi iniziatica nel circuito che conta. “How’s Annie?” è nato nel 2010 sotto l’egida Divine Comedy Records e viene riproposto per affermarne il valore da Signifier: la label americana mantiene la sostanza originale (anche la cover) dando spazio ad una manciata di remix inediti che si riveleranno interessanti. La prima parte è un viaggio interiorizzante, un percorso quasi ‘cromatico’ per indirizzi diversi e “Missoula 46” è un’intro in midtempo con ottimi interscambi e loop ritmati di synth governati perfettamente, bass-line regolare e potente, atmosfera nel globale scura. Ritroveremo simili ‘proiezioni’ del suono durante l’album: “There Is A Hole In My Donut” screziata da pesanti noise di glitch fino a trance non veloci ma già ballabili celebrate dalla ritmica costante di “Where Is Alice? Alice Who?”, sequenze stabili in loop provenienti da fonti diverse e convergenti, “Ugly Expresso In Hollywood”, simile nel concept, trova nella doppia cassa di una drum-line intrigante la sua definizione ideale, due brani segnati dall’atmosfera vintage di un’elettronica senza tempo. Nei remix la bellezza di “Where Is Alice? Alice Who?” trionfa in diverse occasioni: Brain Leisure la immerge in morbidi picking di chitarra e tensioni al piano, una voce femminile, ectoplasma digitale perso tra fumi rarefatti, presenzia assente, un’assenza voluta dal sapore  vagamente paranormale. Lambwool la carica di intensità cinematica, suono aperto sul destino, orchestrazioni commoventi senza confini, all’opposto totalmente dancy nel lavoro ai synth di The Rorschach Garden, malinconie digitali che lasciano trasparire un cuore pulsante che domina le macchine, determina il suono, stende gli strati bellissimi di suoni anche darkwave ipnotici ed irresistibili, “Pomona Road” nella versione di No More si allinea al groove generale. “How’s Annie?”, un album che riconcilia con l’elettronica ad altissimi livelli: musica scritta per amanti dell’imprevedibilità, un percorso che può essere dance oppure il sapore ed il privilegio di godersi un album attraente e di classe. [Nicola Tenani / Sounds behind the corner]

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